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| Inaugurazione comitato Polverini |
| I liberali e la Polverini |
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| mercoledì 27 gennaio 2010 | |
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di Arturo Diaconale Ma i liberali ed i laici del Lazio su chi debbono far confluire i loro voti? Sulla sindacalista Renata Polverini, che proviene dalla sartoria del MovimentoSociale Italiano e che è vicina al Presidente della Camera Gianfranco Fini o sulla radicale Emma Bonino, che ha alle spalle alcuni decenni di battaglie per i diritti civili e che può essere considerata come la collaboratrice e l’erede diretta di Marco Pannella? La questione non riguarda le frange più a sinistra del mondo liberale e laico. Quelle che da sempre sono schierate a fianco del Pd nella convinzione che l’unico liberalismo possibile sia quello di ascendenza gobettiana e di scuola azionista. E quelle che più recentemente sono diventate antiberlusconiane per ragioni strettamente personali o per nostalgia per il proporzionalismo della Prima Repubblica. L’interrogativo, ovviamente, non tocca neppure il tradizionale elettorato radicale. Quello che s’identifica in Marco Pannella ed è pronto a seguire il proprio leader ovunque e con chi decida di andare, a destra come a sinistra, con gli ex fascisti o con gli eterni comunisti. La domanda, invece, scuote, agita ed angoscia una fascia di elettorato molto più ampia di quella che vota tradizionalmente per le liste radicali o che da tempo si è affidata alla sinistra moralista o giustizialista. Si tratta dei componenti della cosiddetta galassia liberale e laica. Quella composta non solo da chi fino alla rivoluzione giudiziaria della prima metà degli anni ’90 votava per i partiti provenienti dalla tradizione risorgimentale, ma anche da chi per ragioni anagrafiche non ha legami con quel passato, sogna l’avvento di una rivoluzione liberale intesa come fattore di modernizzazione del paese e, pur nutrendo simpatia per i radicali, ha votato nelle precedenti elezioni per il Pdl considerandolo come una sorta di “male minore” rispetto agli ex democristiani ed agli ex comunisti ammassati a sinistra. Come si debbono comportare questi cittadini alle prossime elezioni regionali del Lazio? Dare credito ad Emma, di cui hanno condiviso molte battaglie per i diritti civili ma non il settarismo laicista? Oppure “turarsi il naso” e sostenere l’ex missina Renata che non solo ha avviato la propria campagna elettorale facendosi benedire da un prete ma proviene da una tradizione che per anni ha messo in contrapposizione il valore del lavoro a quello della libertà? Qualcuno può anche sfuggire a questi interrogativi appellandosi alla libertà di coscienza. Ma questo è un modo pilatesco per non affrontare una questione a cui, invece, va data una risposta non equivoca. Questa risposta, per quanto riguarda “L’ Opinione”, è chiara e netta. I liberali ed i laici non possono sostenere la candidata della sinistra Emma Bonino ma debbono confluire sulla candidata del centro destra Renata Polverini. Non perché la seconda sia migliore e più affidabile della prima visto che entrambe sono donne di grande capacità e di forte temperamento. Ma perché i liberali ed i laici possono svolgere un ruolo ed avere un peso solo se fanno parte di uno schieramento che ha bisogno di dare ascolto alle loro istanze ed alle loro sollecitazioni. Emma sarà fagocitata da un Pd che per conservare i propri elettori dovrà necessariamente nascondere ed edulcorare le sue origini. Renata, se non vorrà perdere la galassia di elettorato di confine composto da fasce sociali importanti al momento del voto potrebbero fare la differenza, dovrà dimostrare di saper rappresentare anche i sostenitori dei valori di libertà. C’è poi una seconda ragione che rende obbligata la scelta del “ L’Opinione”. Emma tradisce le proprie antiche battaglie garantiste accettando il sostegno di Antonio Di Pietro. Rispetto a questo i liberali ed i laici stanno comunque dalla parte opposta dei giustizialisti! |
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