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I liberali e la Polverini PDF Stampa E-mail
mercoledì 27 gennaio 2010

di Arturo Diaconale
da L'Opinione del 21 gennaio 2010

Ma i liberali ed i laici del Lazio su chi debbono far confluire i loro voti? 

Sulla sindacalista Renata Polverini, che proviene dalla sartoria del Movimento
Sociale Italiano e che è vicina al Presidente della Camera Gianfranco Fini o
sulla radicale Emma Bonino, che ha alle spalle alcuni decenni di battaglie per
i diritti civili e che può essere considerata come la collaboratrice e l’erede
diretta di Marco Pannella? La questione non riguarda le frange più a sinistra
del mondo liberale e laico. Quelle che da sempre sono schierate a fianco del Pd
nella convinzione che l’unico liberalismo possibile sia quello di ascendenza
gobettiana e di scuola azionista.  
E quelle che più recentemente sono diventate antiberlusconiane per ragioni
strettamente personali o per nostalgia per il proporzionalismo della Prima
Repubblica. L’interrogativo, ovviamente, non tocca neppure il tradizionale
elettorato radicale. Quello che s’identifica in Marco Pannella ed è pronto a
seguire il proprio leader ovunque e con chi decida di andare, a destra come a
sinistra, con gli ex fascisti o con gli eterni comunisti. La domanda, invece,
scuote, agita ed angoscia una fascia di elettorato molto più ampia di quella
che vota tradizionalmente per le liste radicali o che da tempo si è affidata
alla sinistra moralista o giustizialista. Si tratta dei componenti della
cosiddetta galassia liberale e laica. Quella composta non solo da chi fino alla
rivoluzione giudiziaria della prima metà degli anni ’90 votava per i partiti
provenienti dalla tradizione risorgimentale, ma anche da chi per ragioni
anagrafiche non ha legami con quel passato, sogna l’avvento di una rivoluzione
liberale intesa come fattore di modernizzazione del paese e, pur nutrendo
simpatia per i radicali, ha votato nelle precedenti elezioni per il Pdl
considerandolo come una sorta di “male minore” rispetto agli ex democristiani
ed agli ex comunisti ammassati a sinistra. Come si debbono comportare questi
cittadini alle prossime elezioni regionali del Lazio?

Dare credito ad Emma, di cui hanno condiviso molte battaglie per i diritti
civili ma non il settarismo laicista? Oppure “turarsi il naso” e sostenere l’ex
missina Renata che non solo ha avviato la propria campagna elettorale facendosi
benedire da un prete ma proviene da una tradizione che per anni ha messo in
contrapposizione il valore del lavoro a quello della libertà? Qualcuno può
anche sfuggire a questi interrogativi appellandosi alla libertà di coscienza.
Ma questo è un modo pilatesco per non affrontare una questione a cui, invece,
va data una risposta non equivoca. Questa risposta, per quanto riguarda “L’
Opinione”, è chiara e netta. I liberali ed i laici non possono sostenere la
candidata della sinistra Emma Bonino ma debbono confluire sulla candidata del
centro destra Renata Polverini. Non perché la seconda sia migliore e più
affidabile della prima visto che entrambe sono donne di grande capacità e di
forte temperamento. Ma perché i liberali ed i laici possono svolgere un ruolo
ed avere un peso solo se fanno parte di uno schieramento che ha bisogno di dare
ascolto alle loro istanze ed alle loro sollecitazioni. Emma sarà fagocitata da
un Pd che per conservare i propri elettori dovrà necessariamente nascondere ed
edulcorare le sue origini. Renata, se non vorrà perdere la galassia di
elettorato di confine composto da fasce sociali importanti al momento del voto
potrebbero fare la differenza, dovrà dimostrare di saper rappresentare anche i
sostenitori dei valori di libertà. C’è poi una seconda ragione che rende
obbligata la scelta del “ L’Opinione”. Emma tradisce le proprie antiche
battaglie garantiste accettando il sostegno di Antonio Di Pietro. Rispetto a
questo i liberali ed i laici stanno comunque dalla parte opposta dei
giustizialisti! 
 
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