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| Conosciamo le Religioni del Mondo di F. Ardizzon |
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| mercoledì 14 luglio 2010 | |
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Conosciamo le Religioni nel mondo per incontrarci e capirci di Fiorello F. Ardizzon Fede è un termine dai molteplici significati, ma anche e soprattutto dalle più diverse implicazioni sia sacre che profane. Probità, fidatezza, credenza, opinione, sono alcuni dei sinonimi estensivi del termine che moltiplicano ancora i loro significati a seconda di a chi e a cosa sono riferiti o associati, ma nel nostro caso Fede significa ferma credenza in un principio o in un sistema di principi ed in particolare rappresenta il credo in una convinzione religiosa e addirittura, con l’aggiunta di opportuni aggettivi, indicano le varie forme di assenso a verità che si accettano per l’autorità divina che le ha rivelate. La Fede comunque è un dono mentre l’ateismo in realtà non esiste; l’uomo senza Fede infatti è pur sempre tentato di adorare se stesso, di fare di sé il termine non solo del pensiero e della storia, ma anche della realtà. In questa prospettiva egli vuole la sola sua gloria e non quella di Dio. Certo, come ha detto nel 1966 Paolo VI “…l’uomo è un essere costituzionalmente ordinato a trascendere se , è un essere proiettato verso Dio è ordinato essenzialmente a Dio”. Va anche definito il termine “religione” prima di entrare in un dettaglio seppure sommario delle varie forme di credenza, di riti individuali o collettivi intesi a dar forma al rapporto diretto fra il credente e la divinità. La religione è quindi l’aspirazione dell’uomo ad elevarsi verso Dio indipendentemente dall’insieme dei riti individuali o collettivi, delle credenze e dei sentimenti che ognuno ha maturato in sé per tradizioni familiari o di collettività e comunque per l’anelito che ciascuno prova nell’immaginare una seconda vita più serena e meno aleatoria. Ma per esaminare le varie forme di religione va ricordato che molte di esse hanno un’origine comune derivando spesso da divergenze che hanno una giustificazione più umana che soprannaturale, per contrasti che mai inficiano la Fede in Dio, ma toccano a volte solo formalismi più o meno determinanti. Allo steso modo i conflitti fra credenti, che a volte si spingono fino a vere e proprie violenze, sono frutto di sentimenti non sempre passibili di una definizione o di una giustificazione, ma che sempre confondono posizioni solo formali con vere e proprie difese della propria convinzione spirituale. E’ interessante ricordare l’impostazione teologica delle varie forme di fede anche per incuriosire e per spingere il lettore ad un approfondimento della propria cultura. Tutte comunque possono essere autenticamente originali o possono invece derivare da scismi o da secessioni da più antiche forme di culto. Il Cattolicesimo è la principale confessione del Cristianesimo ed ha come base il riconoscimento al Sommo Pontefice di essere l’unico ed infallibile interprete della dottrina di Cristo. In Palestina il rigoroso tradizionalismo ed il concetto strettamente nazionale della religione di Jahvé veniva insidiato dal confluire di elementi iranici e greci che ne minavano l’esclusiva appartenenza ad un solo popolo. Anche la presenza in quella terra dei rappresentanti dell’Impero Romano contribuiva all’allentamento di questo esclusivistico credo religioso. Gesù Cristo con la sua predicazione ha indicato le caratteristiche della nuova forma di fede ponendo a fondamento del suo insegnamento l’avvento del Regno di Dio, la fede in Dio Padre, l’esaltazione dei valori della purezza e della carità. Egli ha la duplice natura divina ed umana e dopo la sua crocifissione quanto aveva predicato è stato diffuso nel mondo dagli Apostoli a partire dalla prima comunità costituitasi in Antiochia e si è esteso poi, con notevole rapidità, in tutto il mondo romano. Ben dieci persecuzioni hanno intralciato l’affermarsi del Cristianesimo partendo da quelle di Decio e di Diocleziano finché non è arrivata la lettera di tolleranza di Costantino nel 313 d.C. che ha determinato l’inizio del sereno affermarsi del Cattolicesimo a Roma ove da allora è la sede del Romano Pontefice. Testo sacro di questa religione è la Bibbia, suddivisa in Antico Testamento che raccoglie i libri dell’antica alleanza ed è comune all’Ebraismo, ed in Nuovo Testamento, entrambe le parti hanno libri che vengono abitualmente divisi in tre categorie: storici, didattici e profetici. Per quanto riguarda il Nuovo Testamento abbiamo il Vangelo che raccoglie la predicazione di Gesù e gli Atti degli Apostoli quali testi storici, le quattordici lettere di San Paolo e le sette dette cattoliche che formano i testi didattici ed infine il libro dell’Apocalisse di San Giovanni come testo profetico. Nel tempo i Padri della Chiesa, i Santi, i Teologi hanno arricchito di precisazioni e di interpretazioni i testi originali e comunque hanno aggiunto sempre nuove testimonianze di una fede profonda e convinta. Non va dimenticata l’opera di Monsignor Gianfranco Ravasi, importante esponente della cultura vaticana ed in particolare esperto biblista e conoscitore del testo greco che con le sue osservazioni porta un’ulteriore precisazione all’immenso enigma della tradizione reale della Bibbia. Dall’originario Cristianesimo rimasto patrimonio della Santa Romana Chiesa sono derivate diverse forme di culto partendo sia da eresie che da veri e propri scismi. Fra prime è importante citare quella che va sotto il nome di Arianesimo da Ario prete di Alessandria d’Egitto nata intorno al 280 d.C. che rifiutava l’identità di sostanza tra Padre e Figlio cosicché quest’ultimo non andava più considerato propriamente Dio anche se superiore a tutti gli uomini. Pur condannata nel Concilio di Nicea del 325 d.C., questa dottrina ha trovato per secoli consensi specialmente presso i Longobardi. Senza attardarci a ricordare altre forme di dissonanza dobbiamo illustrare i vari aspetti del Protestantesimo che hanno portato, a partire dal XVI secolo, anche se con precedenti nei secoli XII-XV, a Chiese autonome che sono derivate da contrasti che hanno avuto spesso un’origine più umana che soprannaturale. Protagonisti sono stati Lutero in Germania, Zuinglio nella Svizzera tedesca, Calvino nell’Europa nord occidentale e nella Svizzera francese e che si sono affermate specialmente per i gravi abusi della chiesa Cattolica non solo nella concessione delle indulgenze, ma anche per una diversa interpretazione dei Sacramenti con l’affermazione che la sola fede frutto della Grazia è efficace e con la negazione del Purgatorio, del culto dei santi, e del primato del Papa come pure di altre formalità della Chiesa di Roma. La Riforma sostiene il principio individualistico e la libera religiosa interiorità ponendo l’anima direttamente di fronte a Dio senza intermediari. Con sfumature diverse quindi Avventisti, Calvinisti, Armeni, Luterani, Metodisti, Valdesi, Battisti, Quacqeri, Pentecostali, Ortodossi, Mormoni, si sono affermati in varie parti del mondo. In Inghilterra invece il Protestantesimo ha avuto origine per lo scisma di Enrico VIII (1491-1547) che mentre in un primo tempo ha ottenuto da Papa Leone X il titolo di “Fidei Defensor” ha poi rotto con la Chiesa di Roma non avendo ottenuto da Clemente VII l’annullamento del suo primo matrimonio e si è fatto conseguentemente proclamare Capo della Chiesa Inglese. Per questa unici sacramenti sono il Battesimo e l’Eucaristia mentre testi sacri sono “l’Atto di Uniformità”, il “Libro della Preghiera Comune” e “Trentanove Articoli” approvati dal Parlamento Inglese nel 1571 a consolidamento di questa Confessione Cristiana. L’Ebraismo è la più antica religione monoteistica rivelata la cui antica storia si può evincere dalla lettura del Vecchio Testamento. Si apprende così che gli Ebrei provengono dalla Mesopotamia, zona ad est del Giordano, ove sono rimasti a lungo guidati dai Patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe. Spintisi in Egitto e trattati con durezza dai Faraoni hanno trovato in Mosè un geniale condottiero che li ha sottratti alla schiavitù ed ha dato loro leggi sia civili che religiose a partire dai Dieci Comandamenti. Con Giosuè, Jeffe, Saul, primo re, e poi con David hanno consolidato la loro presenza in Palestina scegliendo Gerusalemme come capitale. Certo la storia del popolo ebraico ha registrato continue gravi difficoltà a mantenere una identità nazionale, solo una tenacia sicura ed una fede nei propri principi e negli articoli della propria dottrina ha consentito oggi di avere un chiaro riferimento territoriale. Comunque gli Ebrei sparsi nel mondo mantengono con orgoglio la propria tradizione, i propri costumi e si integrano con altri popoli senza in alcun modo abdicare alla loro identità. Testi fondamentali della loro ortodossia (Torah=dottrina) sono i cinque libri di Mosè chiamati Pentateuco: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio, distinguendoli dagli altri libri che venivano divisi in Profetici e Scritti dato che gli Ebrei non avevano la denominazione di storici per nessuna delle classi dei libri sacri che essi conoscevano come profetici e agiografici ed una chiara tradizione orale che ha poi trovato nel 200 a.C. nella Mishnah la sua definitiva redazione scritta. Altra religione monoteista è l’Islamismo fondato da Maometto, profeta di Allah, nato alla Mecca nel 572 d.C. che attraverso una meditazione profetica e lunghi periodi di isolamento ha formulato riforme radicali e rinnovatrici che sono tutte contenute nel Corano i cui precetti sono alla base della religione Islamica e che fondano non solo la religione stessa ma specialmente il diritto e la morale. Le prescrizioni culturali di questa forma di fede sono la recita delle preghiere dopo le debite abluzioni, il digiuno e l’astensione da ogni atto sessuale dall’alba al tramonto nel mese di Ramadan e l’eventuale, non obbligatorio, pellegrinaggio alla Mecca. L’Islamismo è oggi praticato in ben tre sette, i Sunniti, gli Sciiti e gli Ibaditi le cui differenze teologiche sono però molto limitate. Al vertice di ogni setta vi è l’Imàm che per i Sunniti è sinonimo di Califfo e per gli Sciiti è il Capo Supremo della comunità ritenendolo inequivocabilmente discendente di Alì cugino e genero di Maometto. Vanno ora ricordate, anche se per sommi capi, non solo le religioni orientali, ma anche quelle tradizionali dell’Africa e quelle, anche se limitate nel numero degli adepti, che vengono oggi accettate per quel pluralismo religioso che rispetta o i forma di spiritualità e che a volte fonde tendenze ed esperienze di altri movimenti religiosi. Il Buddismo è sorto nel V secolo a.C. come riforma del Brahamanesimo fondato da Gotama Buddha, nome assunto dal principe Siddhattha che non riconosceva ai Veda l’autorità di libri sacri. Buddha predicava “la verità del dolore”, “la causa del dolore”, “l’annullamento del dolore” ed il “sentiero che porta al Nirvana”. Il Dio è per questa religione antropomorfico e predica la fratellanza fra tutti gli esseri umani, la carità, il perdono e non intende in alcun caso imporsi con la violenza. Il suo vertice è il Dalai Lama oggi purtroppo in esilio. Il Confucianesimo è una dottrina di morale sociale tendente ad inserirsi nella religione nazionale cinese predicata da Confucio (Kung fu-Tzu=il Maestro Kung, 551-479 a.C.). L’Induismo è la terza fase della religione politeistica indiana distinta in un primo tempo in Vedismo e poi in Brahamanesimo. Questa religione comprende un numero infinito di sette di cui le principali sono la Visnuitica e la Sivaitica. Sempre come religioni orientali vanno ricordati il Parsismo, lo Sciamanesimo, lo Shintoismo, il Sikhismo ed il Taoismo. A questo punto è interessante citare ad esempio il Giainismo, religione dell’India ed in particolare del Bengala improntata a spirito filantropico e ad un rigoroso rispetto per piante ed animali. Vanno ancora citate, anche senza entrare in dettagli, le molte religioni tradizionali dell’Africa che sono spesso limitate a zone molto ridotte di quel continente o quelle che esercitano la loro influenza su piccoli gruppo di fedeli a volte coinvolti in movimenti mediatici portati avanti da telepredicatori che sfruttano i nuovi mezzi di comunicazione per cercare di raggiungere un maggior numero di persone. Comunque da tutto questo si evince la esigenza comune di tutti gli esseri umani di riconoscersi in forme di fede che consentano il contatto con esseri superiori o con quel Dio che comunque porta ognuno a superar preoccupazioni, malattie, dolori di ogni tipo nella speranza di una vita più felice e di un premio per comportamenti altruistici, sempre estremamente morali. |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 14 luglio 2010 ) |
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